La Cassazione 35019/2025 la Corte richiama la rilevanza degli obblighi contrattuali in materia di appalto, la manutenzione periodica e l’efficacia del D.Lgs. 81/2008 art. 26.
La sentenza n. 35019/2025 della Corte di Cassazione (Sez. IV, 28 ottobre 2025) interessa un grave incidente sul lavoro avvenuto all’ingresso di una struttura ospedaliera: il ribaltamento di un’anta del cancello ha causato la morte di un agente di polizia penitenziaria che era intervenuto manualmente in assenza di motorizzazione funzionante. La Corte richiama la rilevanza degli obblighi contrattuali in materia di appalto, la manutenzione periodica e l’efficacia del D.Lgs. 81/2008 art. 26, nonché le implicazioni per il D.Lgs. 231/2001 in materia di responsabilità dell’ente.

La vicenda ha riguardato una fornitura e posa di cancello non a regola d’arte e una manutenzione inadeguata. Il fermo di fine corsa era stato dimensionato in 4 mm, inidoneo rispetto alle esigenze, e il sistema motorizzato risulta non operativo al momento dell’evento. La Corte ha confermato che in presenza di lavori affidati tramite appalto/subappalto, il committente e il manutentore hanno obblighi di cooperazione, informazione e coordinamento (art. 26 D.Lgs. 81/2008). Ne derivano possibili profili di responsabilità penale e di responsabilità dell’ente ex D.Lgs. 231/2001.
Il caso sottolinea come, anche in contesti apparentemente ordinari (manutenzione, ingresso struttura), l’omissione nella gestione della sicurezza e nella manutenzione possa attivare sia la responsabilità del datore di lavoro che quella dell’ente. Le imprese che adottano un modello 231 efficace e tengono sotto controllo i processi di appalto, manutenzione e sicurezza, riducono sensibilmente i rischi di contenzioso e sanzione.
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