Cybersecurity e Modello 231: la sicurezza informatica entra nella governance d’impresa | Articolo del 2026 (articolo)

Cybersecurity e Modello 231 nella governance e nella compliance aziendale

La cybersecurity non può più essere considerata una materia esclusivamente tecnica o demandata ai reparti IT. Secondo il documento “Cybersecurity e Modello 231: integrazione dei rischi informatici nella governance d’impresa”, pubblicato dal Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili (CNDCEC), la sicurezza informatica deve diventare parte integrante del sistema organizzativo, gestionale e di controllo dell’impresa.

L’articolo evidenzia come la trasformazione digitale abbia modificato radicalmente la natura del rischio aziendale. Cloud, lavoro da remoto, intelligenza artificiale, sistemi gestionali e fornitori tecnologici espongono le imprese a minacce con impatti economici, reputazionali e legali sempre più rilevanti.

Il documento collega direttamente il tema cyber alla responsabilità amministrativa degli enti prevista dal D.Lgs. 231/2001. In particolare, viene richiamato l’articolo 24-bis del decreto, che include numerosi reati informatici tra i reati presupposto della responsabilità dell’ente.

Secondo questa impostazione, non è sufficiente adottare formalmente un Modello 231 aggiornato: il rischio cyber deve essere concretamente integrato nei processi aziendali attraverso:

  • analisi dei rischi informatici;
  • monitoraggio continuo;
  • procedure di gestione incidenti;
  • sistemi di controllo e tracciabilità;
  • mappatura degli asset digitali;
  • gestione del rischio fornitori;
  • formazione del personale.

Particolare attenzione viene posta sulla necessità di dimostrare l’effettiva applicazione delle misure organizzative. La giurisprudenza, infatti, non valuta soltanto l’esistenza formale del Modello 231, ma soprattutto la sua concreta efficacia preventiva.

Il documento sottolinea inoltre il collegamento tra cybersecurity, governance aziendale e tutela del patrimonio informativo dell’impresa, evidenziando come dati, credenziali, archivi e know-how rappresentino asset strategici da proteggere attraverso protocolli organizzativi adeguati.

Centrale anche il ruolo della formazione: molti incidenti informatici derivano da errori umani, comportamenti negligenti o insufficiente percezione del rischio.

L’integrazione della cybersecurity nel Modello 231 diventa quindi un elemento essenziale per ridurre il rischio di responsabilità dell’ente e rafforzare il sistema di compliance aziendale.

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