Sicurezza sul lavoro e RSPP: la riforma rafforza ruolo, poteri e responsabilità del Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione | Articolo del 2026 (articolo)

RSPP sicurezza sul lavoro e nuove responsabilità nella riforma della prevenzione aziendale

La proposta di riforma elaborata dalla commissione presieduta dal viceministro della Giustizia Francesco Paolo Sisto introduce importanti novità nel sistema della sicurezza sul lavoro, intervenendo sia sul versante della prevenzione sia su quello della responsabilità penale derivante dagli infortuni.

Uno degli aspetti più significativi riguarda il rafforzamento del ruolo del Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP), figura destinata a diventare sempre più centrale nell’organizzazione aziendale. La riforma supera infatti l’impostazione tradizionale che vedeva il RSPP come semplice consulente del datore di lavoro, attribuendogli maggiori poteri, autonomia operativa e risorse dedicate.

Il progetto normativo prevede che il RSPP assuma una posizione più incisiva all’interno dei processi aziendali di gestione del rischio, con una struttura organizzativa adeguata alle dimensioni dell’impresa e con specifiche garanzie di indipendenza. L’obiettivo è rafforzare il presidio prevenzionistico e rendere più efficace il sistema di gestione della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.

Sul piano penale, la riforma introduce un modello che punta a valorizzare la cosiddetta “prevenzione organizzata”. Viene prevista una limitazione della responsabilità nei casi in cui l’impresa abbia adottato modelli organizzativi conformi ai requisiti normativi e non risultino violati obblighi fondamentali in materia di sicurezza.

Particolare rilievo assumono gli indicatori individuati per la valutazione della colpa, tra cui la natura e la complessità dell’attività svolta, la conoscenza del rischio, l’applicazione delle buone prassi, le certificazioni e l’efficacia del sistema di gestione della sicurezza.

La proposta affronta inoltre il tema della responsabilità del datore di lavoro, limitandone l’imputazione nei casi in cui le valutazioni tecniche siano state affidate a soggetti qualificati e specializzati, salvo l’esistenza di specifici obblighi organizzativi o gestionali rimasti inadempiuti.

Sul fronte processuale, vengono introdotti meccanismi di accelerazione per i procedimenti relativi agli infortuni sul lavoro, con l’obiettivo di garantire una tutela più rapida delle persone offese e una maggiore efficienza dell’intero sistema giudiziario.

Nel complesso, la riforma mira a promuovere una cultura della prevenzione basata su organizzazione, competenza tecnica e responsabilizzazione di tutti i soggetti coinvolti nella gestione della sicurezza aziendale.

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