Cassazione Penale, Sez. V, 5 dicembre 2025, n. 39438 – Medico aggredito in ospedale e corretta qualificazione del reato (sentenza)

Medico in ospedale dopo un’aggressione durante il servizio sanitario

La sentenza n. 39438 del 5 dicembre 2025 della Cassazione Penale, Sezione V, affronta il tema delle aggressioni ai danni del personale sanitario, con particolare riferimento alla corretta qualificazione giuridica del fatto quando l’evento si verifica all’interno di una struttura ospedaliera.

Nel caso esaminato, un medico in servizio era stato aggredito da un soggetto presente all’interno dell’ospedale durante lo svolgimento dell’attività professionale. I giudici di merito avevano ricondotto la condotta nell’ambito dei reati contro la persona, ma la difesa aveva contestato l’inquadramento giuridico adottato, sostenendo una diversa qualificazione del fatto.

La Corte di Cassazione chiarisce che l’aggressione al medico non può essere valutata come un episodio isolato, ma deve essere esaminata tenendo conto del contesto lavorativo, del luogo in cui l’evento si è verificato e della funzione pubblicistica svolta dal sanitario al momento dei fatti. In tale prospettiva, l’azione violenta assume una particolare gravità in quanto incide non solo sull’integrità fisica del lavoratore, ma anche sul regolare funzionamento del servizio sanitario.

La pronuncia ribadisce come le aggressioni al personale sanitario rappresentino un rischio prevedibile e non episodico, imponendo alle strutture l’adozione di adeguate misure organizzative e preventive. In questo quadro, assume rilievo la corretta valutazione del rischio nel DVR e l’integrazione di procedure specifiche per la gestione delle situazioni conflittuali con l’utenza.

Dal punto di vista della penale d’impresa, la sentenza evidenzia indirettamente come l’assenza di presidi organizzativi possa esporre l’ente a profili di responsabilità, soprattutto nei casi in cui l’aggressione sia riconducibile a carenze strutturali, formative o procedurali.

L’adozione di un Modello 231 idoneo e concretamente attuato, supportato da un organismo di vigilanza effettivo, può rappresentare uno strumento fondamentale per prevenire tali eventi e per dimostrare l’attenzione dell’ente alla tutela della salute e sicurezza dei lavoratori.

La decisione valorizza inoltre l’importanza di sistemi interni di segnalazione, anche in ottica di whistleblowing, utili a intercettare situazioni di rischio prima che degenerino in episodi violenti, nel rispetto dei principi di privacy dei soggetti coinvolti.

La sentenza si inserisce, infine, nel più ampio orientamento giurisprudenziale volto a rafforzare la tutela del personale sanitario, richiamando le strutture pubbliche e private a un approccio organizzativo integrato, fondato su prevenzione, formazione e controllo dei rischi.

📞 Telefono: +39 3493785904

Privacy Policy

I dati raccolti saranno trattati nel rispetto della normativa vigente e utilizzati esclusivamente per gestire la tua richiesta.

Rispondi

Torna in alto

Scopri di più da Avvocati per le aziende

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere