Accolto il ricorso del datore di lavoro: la Suprema Corte chiarisce il perimetro della delega di funzioni e dell’obbligo di alta vigilanza in materia di sicurezza sul lavoro

La Corte di Cassazione Penale, Sezione III, con la sentenza n. 39563 del 10 dicembre 2025, affronta il tema della responsabilità del datore di lavoro in caso di infortunio occorso durante l’utilizzo di un trapano a colonna formalmente dismesso, chiarendo i limiti della sua posizione di garanzia in presenza di una delega di funzioni correttamente conferita.
Nel caso esaminato, un lavoratore aveva riportato gravi lesioni mentre utilizzava un macchinario che l’azienda aveva già dichiarato non più operativo. I giudici di merito avevano ritenuto responsabile il datore di lavoro, contestando una carenza nell’attività di controllo sull’effettivo rispetto delle misure di sicurezza.
La Cassazione, invece, accoglie il ricorso del datore di lavoro, ribadendo un principio fondamentale della penale d’impresa: quando la delega di funzioni è specifica, effettiva e accompagnata da adeguati poteri decisionali e di spesa, il datore non risponde automaticamente di ogni violazione verificatasi nell’organizzazione aziendale.
Secondo la Suprema Corte, l’obbligo di alta vigilanza non coincide con un controllo continuo e capillare sull’operato dei delegati, ma consiste in una supervisione di carattere generale sull’assetto organizzativo, sulle procedure e sull’idoneità del sistema di prevenzione adottato.
In tale prospettiva, assume rilievo la corretta strutturazione dei modelli organizzativi, la presenza di procedure interne coerenti e l’attività di controllo svolta dagli organi aziendali preposti, inclusi l’organismo di vigilanza e i sistemi di segnalazione interna, anche in ottica di whistleblowing, nel rispetto dei profili di privacy dei soggetti coinvolti.
La sentenza valorizza inoltre l’importanza di un sistema documentato di gestione della sicurezza, integrabile con adeguate certificazioni e con un efficace Modello 231, quale strumento di prevenzione dei reati e di delimitazione delle responsabilità dell’ente.
Il principio affermato rafforza l’orientamento secondo cui la responsabilità penale del datore di lavoro non può fondarsi su una presunzione automatica, ma richiede una verifica concreta dell’effettiva violazione dei doveri organizzativi e di controllo previsti dalla normativa vigente.
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